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lunedì 19 ottobre 2009

LavorarECOlogicO (2/2)

Eccoci all’attesissima seconda "puntata". Chi avesse perso per strada la prima parte dei consigli di ViverECOlogicO per vivere in un ufficio più "verde" e, di conseguenza, più salutare, può semplicemente cliccare qui.
Oggi ci occuperemo degli ultimi due aspetti più importanti che vi permetteranno di rispettare la natura e favorire il risparmio energetico anche nei vostri luoghi di lavoro: l’uso delle macchine e degli altri materiali che accompagnano ogni giorno le nostre lunghissime (fin troppo!)ore in ufficio!

Macchine. Passare molte ore con gli occhi fissi davanti al computer affatica la vista e crea problemi agli occhi (ne sanno qualcosa le vostre redattrici di ViverECOlogicO!). E’ utile, per esempio, fare una pausa dopo ogni ora trascorsa davanti allo schermo (ed è anche un’ottima scusa per un caffè eh eh!) e applicare sul video un filtro per limitare riflessi e bagliori.
Per quanto riguarda un’altra cara compagna delle nostre giornate lavorative, la fotocopiatrice, non tutti sanno che la fotocopiatrice durante il suo funzionamento, determina la produzione di ozono, che, se supera una certa dose di concentrazione, può causare sintomi irritativi a occhi e vie respiratorie. Di conseguenza è meglio installare la fotocopiatrice in una stanza separata dai luoghi di permanenza, ben aerabile, meglio se con una finestra. La stanza separata è utile anche per attenuare i rumori della fotocopiatrice e di altre macchine (stampanti, macchine da scrivere).
I toner, inoltre, contengono sostanze cancerogene, per cui è bene evitare di mangiare o fumare durante il lavoro alla fotocopiatrice, mentre è utile alla fine lavarsi sempre le mani, facendo molta attenzione durante le operazioni di ricambio del toner (i resti del toner sono rifiuti speciali: non mettere nei cassonetti, ma consegnare alla ditta di manutenzione).
Per quanto riguarda l’uso di altre utilissime e diffusissime "macchine", come le calcolatrici o gli orologi, scegliere quelli ad energia solare, limitando così l’uso delle batterie. Se però proprio non se ne può fare a meno, si possono usare pile riciclabili, che durano molto più a lungo delle batterie alcaline.

I materiali d’uso. In pieno spirito ecologista, non possiamo non consigliare vivamente l’uso della carta riciclata e di quella prodotta senza l’uso di cloro: entrambe hanno un minor impatto ambientale e possono essere impiegate per moltissimi usi. E’ bene inoltre usare colle, correttori liquidi, biro e pennarelli senza solventi, ma fatti con materiali solubili in acqua, oppure matite fluorescenti, da sostituire agli evidenziatori. Solo per fare un esempio, i correttori liquidi contengono tricloetano, una sostanza tossica e irritante che permane a lungo nell’ambiente. Tutti i materiali in plastica, inoltre, possono essere facilmente sostituiti con righelli in legno, raccoglitori di cartone, portacenere di vetro o terracotta, perforatrici e cucitrici di metallo. Ci sono poi vari prodotti in vendita che sostituiscono in modo impeccabile tutto ciò che è"usa e getta": penne ricaricabili, contenitori per toner ricaricabili, nastri per macchine da scrivere e stampanti "reinchiostrabili", batterie ricaricabili, evidenziatori ecologici.Le penne stilografiche sono ad esempio una valida alternativa alle penne a sfera: sono più volte ricaricabili con l'inchiostro, costano quindi meno e consumano meno risorse.

Infine una piccola nota su come ridurre e gestire al meglio i rifiuti del vostro ufficio ecologico. Un esempio in questo senso ci può venire dalla carta. I consigli, tanto scontati quanto inascoltati dai più purtroppo, sono: ridurre l'uso dei fogli, fotocopiando da ambo i lati; riutilizzare il retro della fotocopia errata o inutile per gli appunti o le prove per la stampante; raccogliere con un cestino vicino alla stampante/fotocopiatrice la carta errata per il suo riciclaggio. E ricordate che la gestione corretta dei rifiuti richiede la raccolta separata (carta, plastica, batterie, oggetti contenenti solventi..).

martedì 13 ottobre 2009

LavorarECOlogicO (1/2)

Molti di noi passano moltissime ore sul posto di lavoro. Impossibile, allora, non tener conto del fatto che la salvaguardia dell’ambiente passa anche dalle scrivanie e dalle scartoffie dei nostri uffici!
ViverECOlogicO vi aiuta a creare un ufficio compatibile con tutte le regole che permettono di voler un pò più bene al nostro pianeta.

Partiamo dall’uso dell’illuminazione. E’ bene sfruttare il più possibile la luce naturale e non soltanto per evidenti motivi economici. L’illuminazione artificiale può avere effetti negativi sulla salute (affaticamento della vista, stress, depressione).L’esposizione ai raggi del sole o alla luce naturale, invece, ha evidenti effetti benefici sul nostro fisico.
Nel caso in cui, però, questo non sia possibile, è bene scegliere ed usare lampadine a risparmio energetico: quelle a fluorescenza consumano un quarto circa dell'energia utilizzata da una lampadina a incandescenza e durano più a lungo. Anche se sono più costose, il loro prezzo viene recuperato rapidamente con il minor consumo di energia e la maggior durata.

Aria. La qualità dell’aria che respiriamo nei nostri uffici può essere inquinata da sostanze di diverso tipo: polveri, batteri, amianto, formaldeide, monossido di carbonio, composti organici volatili. Sono queste le cause di alcuni disturbi che ci colpiscono spesso durante le ore di lavoro (non parliamo di quei “disturbi improvvisi” chiamati scientificamente “il capo mi ha stufato, ho voglia di ferie e di vacanze”, che colpiscono numerosi membri della specie umana soprattutto all’avvicinarsi della bella stagione…), come mal di testa, debolezza o eruzioni cutanee. Le fonti di queste sostanze possono essere diverse: fumo di sigaretta, aria proveniente dall'esterno, arredi e mobilio, articoli da cancelleria, prodotti per la pulizia.. Oltre alla eliminazione alla fonte di questo "cocktail" di veleni, la soluzione migliore è l'aumento del ricambio dell'aria, fatto semplicemente con l'apertura delle finestre, fermo restando che occorre sempre sperare che l'aria esterna sia migliore. E' importante anche assicurarsi un buon tasso d'umidità dell'aria, attraverso delle piante che hanno anche una funzione depuratrice dell'aria, eliminando il monossido di carbonio e riducendo notevolmente la concentrazione di formaldeide.
Per continuare a leggere i nostri consigli LavorarECOlogicO clicca qui!

giovedì 17 settembre 2009

Un miliardo di cellulari l’anno: evitare l’usa e getta si può!

In Italia ci sono più telefoni cellulari che abitanti: 122 ogni 100 persone, secondo i dati di Eurostat. Ogni anno nel nostro Paese ne vengono venduti 16 milioni, in tutto il mondo circa un miliardo, di cui la metà per rimpiazzare vecchi apparecchi (l’8% dei nuovi utenti utilizza cellulari usati). La vita media di un cellulare si attesta intorno ai 18 mesi e in Italia essi contribuiscono ad aumentare di 15mila tonnellate la quantità di rifiuti elettrici e industriali prodotti annualmente. Si stima che di tutti i cellulari buttati se ne potrebbe riutilizzare o riciclare almeno il 70%, evitando la dispersione nell’ambiente di sostanze pericolose, contenute soprattutto nelle batterie ricaricabili; nichel, cadmio, cobalto, piombo. E recuperando materiali preziosi! Da una tonnellata di cellulari riciclati si possono ottenere 230 grammi d’oro. Ma il riciclo non è l’ultima possibilità: tre volte su quattro vengono buttati cellulari ancora funzionanti, e in molti Paesi industrializzati, compresa l’Italia, sono attive organizzazioni no-profit che raccolgono vecchi cellulari, fanno piccole riparazioni e li rivendono nei Paesi in via di sviluppo a prezzi modici, intorno ai 20-25 euro. Proprio per rendere maggiormente ecosostenibile tutto il ciclo di vita dei cellulari, i principali produttori e operatori telefonici hanno creato la Mobile Phone Partnership Initiative (Mppi). Tra gli obiettivi di questa associazione volontaria ci sono: l’eliminazione progressiva delle sostanze dannose per l’ambiente (sono allo studio cellulari in materiale plastico biodegradabile); la realizzazione di prodotti di facile ricicli, che contengano pochi elementi mischiati tra loro; l’incremento della vita utile dell’apparecchio e del numero di cicli carica-scarica della batteria; l’aumento dell’efficienza energetica.

mercoledì 27 maggio 2009

Sei "ecologically correct"?

Concludiamo il nostro “viaggio” nel mondo della Raccolta differenziata con un simpatico test, preparato per voi dalla nostra Redazione, che vi permetterà di mettervi alla prova e scoprire se le vostre conoscenze e azioni sono compatibili con il rispetto della vita del nostro Pianeta!. Dopo aver risposto a tutte le domande, andate a vedere le soluzioni: potrete leggere il vostro profilo!
Per rispondere dovete tener presente che la domanda inizia sempre con “dove va buttato…”

1. Il tappo a vite dei barattoli di vetro:

a. nel contenitore dell’alluminio
b. nel bidone del secco
c. si può gettare nel bidone del vetro
2. I tappi di sughero:
a. con l’umido
b. in discarica
c. alle associazioni che riciclano il sughero
3. La vaschetta di polistirolo:
a. nel bidone della plastica
b. nel contenitore del secco
c. va nel bidone della carta
4. La vaschetta di alluminio:
a. nel bidone dell’alluminio
b. in discarica
c. nel contenitore dei rifiuti speciali
5. Gli anelli metallici delle agende e dei bloc notes:
a. nel bidone del secco
b. nel contenitore dell’alluminio
c. in discarica
6. La pellicola del vasetto dello yogurt:
a. nel bidone dell’alluminio
b. nel secco
c. insieme alla plastica
7. I bicchieri, i piatti e le posate di plastica:
a. nel contenitore del secco
b. nel bidone della plastica
c. insieme al secco
8. I gusci delle cozze:
a. nel contenitore dell’umido
b. in quello del secco
c. in discarica
9. I filtri del thé, camomilla e tisane:
a. nel secco
b. nell’umido
c. nel contenitore dl vetro
10.Le cartucce della stampante:
a. nel secco
b. in discarica
c. vanno al centro di raccolta
11. Il tetrapak:
a. con la carta
b. con la plastica
c. nel secco
12. Le calze di nylon:
a. nel secco
b. nella plastica
c. al centro di raccolta
13. Gli oggetti di gomma:
a. nel bidone della plastica
b. nel secco
c. nel centro di raccolta
14. I cd e i dvd:
a. con la plastica
b. con l’alluminio
c. in discarica
15. I fogli di cellophane:
a. con la plastica
b. nel bidone del secco
c. al centro di raccolta
16. I giocattoli di plastica:
a. in discarica
b. nel bidone della plastica
c. nel bidone del secco
17. Le penne:
a. con la plastica
b. nel bidone del secco
c. in discarica
18. Le bombolette spray:
a. nel bidone della plastica
b. nel contenitore della carta
c. in quello del secco
19. I cocci di ceramica:
a. nel contenitore del vetro
b. in discarica
c. nel bidone del secco
20. I pannolini e gli assorbenti:
a. nel bidone della plastica
b. con l’umido
c. in discarica
21. I sacchetti usati dell’aspirapolvere:
a. nel bidone della carta
b. in discarica
c. nel secco
22. Le lampadine:
a. nel bidone del vetro
b. in discarica, nel contenitore per i rifiuti elettrici (Rae)
c. nel secco
23. Le feci di cani e gatti:
a. nell’umido
b. in discarica
c. nel bidone del secco
24. Le foglie e i rami:
a. nel contenitore della carta
b. in quello dell’umido
c. in discarica

SOLUZIONI:
1_a; 2_b; 3_a; 4_a; 5_a; 6_a; 7_b; 8_a; 9_b; 10_c; 11_a; 12_c; 13_c; 14_c; 15_a; 16_b; 17_c; 18_c; 19_b; 20_c; 21_b; 22_b; 23_b; 24_b.
Controlla a quante domande hai risposto correttamente!
Se hai risposto bene 0-10 domande:
Anche se su alcuni materiali non ti sbagli più, non è abbastanza: butti ancora troppi rifiuti nel sacco nero dei rifiuti indifferenziati. Per migliorare, chiedi all’ufficio ambiente del tuo Comune quali sono le regole del tuo territorio per differenziare i rifiuti e impegnati a seguire le indicazioni.
Se hai risposto bene a 11-18 domande:
Bravo/a, sei attento e abbastanza informato, ma, ogni tanto, commetti ancora degli errori. Colpa della fretta? E’ vero, smistare i diversi materiali richiede tempo. Ma non credi che, rispetto ai vantaggi per l’ambiente, sia davvero un piccolo sacrificio?

Se hai risposto bene a 19-24 domande:

Sicuramente sei informatissimo e inattaccabile sulla teoria. Ma sei davvero così bravo nella pratica? Se si, complimenti, sei ecologicamente corretto. Continua così!

venerdì 22 maggio 2009

Differenzia e...risparmia!!!

Dopo aver parlato di raccolta differenziata, ViverECOlogicO vi presenta oggi alcuni dati relativi al risparmio garantito dal rispetto delle sue semplici regole. Per la serie “piccoli gesti, grandi guadagni!!!

1. Differenzia la plastica. Con il recupero di 1.000 tonnellate di plastica (ossia la quantità di plastica prodotta da una piccola città) si ottiene il risparmio di circa 3.500 tonnellate di petrolio, cioè l'equivalente dell'energia usata da 20.000 frigoriferi in un anno.
2. Differenzia la carta. Per produrre una tonnellata di carta vergine occorrono 15 alberi, 440.000 litri d'acqua e 7.600 kwh di energia elettrica.Per produrre invece una tonnellata di carta riciclata bastano 1.800 litri d'acqua e 2.700 kwh di energia elettrica.
3. Differenzia il vetro. Nella produzione di vetro "nuovo", per ogni 10% di rottame di vetro inserito nei forni si ottiene un risparmio del 2,55% di energia , equivalente ad oltre 130 litri di petrolio risparmiato per ogni tonnellata di vetro riciclato usato.Si stima che l'industria vetraria registri ogni anno un risparmio energetico, grazie alla raccolta differenziata, pari a 400.000 tonnellate di petrolio.
4. Differenzia il rifuto verde (ramaglie). Gli scarti provenienti dalla cura delle aree verdi e dei nostri giardini (foglie, erba, residui floreali, ramaglie, potature) costituiscono una parte consistente dei rifiuti prodotti e sono fondamentali per il processo di compostaggio industriale.Ne sono sufficienti 10 tonnellate per fertilizzare un ettaro di terreno.
5. Differenzia l'alluminio. Per produrre 1 kg di alluminio, occorrono circa 15 kwh di energia elettrica ed un impianto di estrazione di bauxite.Per produrre 1 kg di alluminio da materiale riciclato, occorrono invece 0,8 kwh di energia e, soprattutto, nessun impianto di estrazione di bauxite, assente nel nostro paese.
6. Differenzia il tuo vecchio frigo. Frigoriferi e congelatori sono costituiti per lo più da acciaio e plastica ma contengono anche sostanze chiamate clorofluorocarburi (CFC) responsabili dei danni all'ozono atmosferico.Si stima che ogni frigo contenga in media 250 grammi di CFC vari (freon, poliuretano), oltre all'olio minerale altamente dannoso contenuto nel motore dell'impianto refrigerante.
7. Differenzia l'olio minerale. L'olio minerale usato (olii lubrificanti nell'artigianato, negli autoveicoli, nell'industria, ecc.) è per la quasi totalità recuperabile.Da 100 kg di olio usato si ottengono 68 kg di olio nuovo.
8. Differenzia i preumatici. In Italia è stato calcolato che il 65% dei pneumatici finisce nelle discariche.La gomma è un combustibile e, quando nella discarica avvengono combustioni non controllate, si liberano, soprattutto a causa dei pneumatici, fumi densi molto inquinanti.Il recupero dei pneumatici usati avviene, per esempio, con la triturazione: alla temperatura di 100° sotto zero raggiunta tramite l'impiego di azoto liquido, la triturazione meccanica diventa semplice e la successiva separazione automatica dei vari componenti assicura un riciclo pressochè totale dei materiali, che vengono utilizzati come sottostrati anti-rumore per strade ed autostrade, piste da corsa e campi sportivi, ecc.

mercoledì 20 maggio 2009

La natura ama chi "differenzia"

L’uomo, oggi non sa più come fare per sbarazzarsi della montagna di rifiuti che quotidianamente produce. E’ un dato di fatto che lascia perplessi, se si pensa che la Terra ha provveduto, per miliardi di anni, a smaltire "da sola" i rifiuti prodotti, senza arrecare alcun danno all'ambiente. La nostra fantastica Madre Natura, è infatti del tutto ignara di cosa significhi “rifiuto”! Per secoli tutto ciò che di naturale veniva scartato, era assorbito dall'ambiente e rimesso in circolo.
Una meraviglia no? Non è cosi impossibile come si pensa fare in modo che le cose tornino a funzionare cosi! Basta produrre oggetti e beni che possano essere assorbiti dall'ambiente una volta terminato il loro utilizzo.
Ma andiamo per gradi! Se è vero che “chi bello vuol comparire, un po’ deve soffrire”, la strada anche nel nostro caso è un po’ lunga! Ancora più lunga, infinita oseremmo dire, se mai ci predisponiamo a cambiare. La soluzione è facile: cercare di produrre il meno possibile rifiuti facendo durare più a lungo ciò che utilizziamo, valorizzando ciò che scartiamo riutilizzando tutti i materiali che possono essere riciclati!
Per i più duri d’orecchio tutto questo ha un nome chiaro e semplice, conosciuto ai più…RACCOLTA DIFFERENZIATA! ( prendiamo esempio da Michael, il simpatico omino del nostro gioco, che trovate in homepage!)
Noi non ci facciamo caso, ma ogni nostra azione produce inquinamento, ma bastano davvero pochi gesti per evitare grandissimi danni!

Alcuni esempi
• ognuno di noi produce circa 30 kg di plastica ogni anno: se questa plastica fosse completamente riciclata, in un comune di 100.000 abitanti si risparmierebbero 10.000 tonnellate di petrolio e carbone
• per produrre 1 kg di alluminio, occorrono 15 kwh di energia elettrica; per produrre un kg di alluminio riciclato, servono invece 0,8 kwh: in Italia, ogni anno, vengono consumate 1 miliardo e 500 mila lattine
• per produrre una tonnellata di carta vergine occorrono 15 alberi, 440.000 litri d'acqua e 7.600 kwh di energia elettrica: per produrre una tonnellata di carta riciclata bastano invece 1.800 litri d'acqua e 2.700 kwh di energia elettrica
• se non differenziati, i farmaci in discarica possono dar luogo ad emanazioni tossiche ed inquinare il percolato; inoltre, la presenza di antibiotici nei rifiuti può favorire la selezione di ceppi batterici resistenti agli stessi antibiotici
• il riciclo del vetro permette un risparmio annuo, in Italia, pari a 400.000 tonnellate di petrolio
• i pneumatici, una volta terminato il loro ciclo, possono essere reimmessi in ciclo per gli utilizzi più svariati: è importante, poichè in Italia ne vengono scartati ogni anno 500.000 tonnellate, per un volume di oltre 3 milioni di metri cubi, l'equivalente di più di 6 stadi di San Siro colmi fino all'orlo
• da 100 kg di olio usato se ne ottengono 68 di olio nuovo: 1 solo kg di olio usato disperso nell'ambiente inquina 1.000 metri cubi d'acqua.

Adesso, provate a fare due calcoli con gli oggetti che vi circondano!

sabato 9 maggio 2009

Far pulizia rispettando il Pianeta!

Anche le nostre scelte quotidiane, come quelle relative alla pulizia del nostro corpo e della nostra casa, sono fondamentali per tutelare l’ambiente!
Bisogna ricordare che i detersivi per il bucato, i detergenti per l’igiene personale e per la pulizia degli ambienti domestici sono una delle cause più gravi di inquinamento. Non solo. Molti di questi prodotti chimici causano la sofferenza e, spesso, la morte di milioni di animali!
Ecco allora alcuni semplici e utili consigli da seguire per scegliere prodotti naturali ed etici:

1) Scegliere ed acquistare sempre detergenti e detersivi che rispettano l’uomo e la natura, cioè SENZA fosfati, fosforo, enzimi, ossidanti, EDTA, sbiancanti ottici, etc.
2) Sì ai prodotti ecologici, ma NON testati sugli animali
3) La terza regola è la più semplice: leggere sempre bene l’etichetta per avere tutte le informazioni relative al prodotto. Solo cosi il vostro sarà un acquisto consapevole e responsabile!
4) Scegliete detersivi senza tensioattivi derivati dal petrolio.
5) E’ bello l’ “effetto brillante”chimico su piatti e stoviglie, ma solo a vedersi! Moltissimi studi hanno dimostrato, infatti, che soprattutto nei bicchieri lavati con questi prodotti chimici si ritrovano elevate quantità di residui di detersivi, che vengono poi assorbiti dal nostro organismo.
6) Preferite detersivi che NON contengano PROFUMI SINTETICI, ma che siano profumati con OLI essenziali NATURALI.
7) Per lucidare e pulire mobili e per tutte le superfici in legno, è bene usare prodotti a base di Cera d’api o di Olio di Lino.
8) Chi è allergico ai conservanti non ha nulla da temere: esistono in commercio molti detersivi ecologici che non li contengono affatto!
9) NO allo spreco! Usare dosi maggiori del necessario serve soltanto a far durare la metà i nostri detergenti e detersivi!

mercoledì 29 aprile 2009

AUTO: il paradosso delle Euro 5

Tornano a grande richiesta i consigli di ViverECOlogicO, dopo che anche la radio ne ha sottolineato l'utilità! =)
Oggi parliamo di un argomento che interesserà un pò tutti: le nostre automobili.
Lo sapevate che dal primo gennaio 2011 tutte le auto di nuova produzione dovranno essere omologate Euro 5?L’omologazione è una complessa procedura che il costruttore deve rispettare perché le auto siano conformi alle norme relative alla circolazione delle auto a motore. Il tipo di omologazione è stabilita in base regolamenti europei ed ora, appunto, siamo arrivati alla Euro 5.
In commercio ne esistono già alcuni modelli, ma il numero è destinato a aumentare notevolmente. Per sapere se un’auto è già Euro 5 bisogna controllare il libretto: lì deve essere indicato che la vettura “rispetta il regolamento 715/2007 e 692/2008”. Qualche modello Euro 4 si è spacciato sul mercato come “Euro 5 ready”, vale a dire pronto per essere passato alla categoria superiore. In realtà il passaggio non è così immediato e neanche sempre possibile: c’è bisogno dell’approvazione della casa costruttrice e del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti.
Tuttavia, le Euro 5 prevedono limiti più severi per quanto riguarda le emissioni inquinanti (ossidi di azoto, polveri sottili, monossido di carbonio, idrocarburi). Tutte le Euro 5 diesel, inoltre, sono dotate di filtro antiparticolato, caratteristica che influisce anche sul PREZZO.
Le previsioni suggeriscono che la corsa alle Euro 5 si verificherà soprattutto nelle aree dove sono previste delle limitazioni o blocchi al traffico. L’ironia di queste “innovazioni” produttive e legislative, però, è che in pratica in nome dell’ecologia e del rispetto dell’ambiente si spingono sempre più consumatori a rottamare le proprie auto e a comprarne di nuove, un comportamento che a rigor di logica non è esattamente ecologico!

sabato 18 aprile 2009

L’importanza di conoscere la cosmesi biologica

Non tutti sanno che, grazie ai prodotti di Cosmesi Bio Ecologica, è possibile anche nel campo della cura del corpo utilizzare prodotti a basso impatto ambientale ed in grado di tutelare la nostra salute. Possiamo trovare infatti sul mercato prodotti per i capelli, il viso, l’igiene orale e del corpo, il make up o oli e profumi privi di materiali discutibili dal punto di vista ecologico, anche nell’imballaggio.

La cosmesi biologica é il rispetto di una serie di norme che devono essere seguite in ogni fase della lavorazione: dalla scelta degli ingredienti fino al tipo di confezione, passando per i metodi di lavorazione. Il processo completo, dalla materia prima al prodotto finito, é approvato da organismi di controllo che certificano la qualità del prodotto apponendovi un logo. Ad esempio, acquistando i prodotti cosmetici eco bio, naturali e Cruelty Free certificati AIAB (Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica), ICEA (Istituto per la Certificazione Etica ed Ambientale) e LAV, BDIH e CCPB si scelgono prodotti finiti poco aggressivi, ottenuti con pochi procedimenti chimici e senza l’impiego di OGM, della sperimentazione animale o delle radiazioni ionizzanti, ma soprattutto si scelgono prodotti privi di materie prime non vegetali considerate "a rischio", ovvero allergizzanti, irritanti o ritenute dannose per la salute dell’uomo nei prodotti stessi.

mercoledì 15 aprile 2009

Tecnologie e ambiente: arriva la ricarica ecologica!

Sembra che in ambito tecnologico si stiano facendo passi avanti per tutelare il nostro pianeta. Ecco tre notizie-curiosità selezionate per i nostri lettori che offrono un quadro generale sulle nuove frontiere della tecnologie in questa direzione. Dal nostro canto non possiamo non sperare che, le nuove”invenzioni”ora soltanto in forma di prototipo, siano in futuro soluzioni per applicazioni ottimali.

I caricabatteria del futuro amano l’ambiente
Lo sapevate che i caricabatterie consumano corrente quando rimangono inseriti nella presa, anche se non sono collegati al telefono? E’ in questo modo che si sprecano quasi due terzi dell’energia utilizzata da dispositivi mobili come cellulari e lettori MP3. Caricatori più efficienti dal punto di vista energetico sembrano dunque essere l’obiettivo di produttori quali LG, Motorola, Nokia, Samsung e Sony, che si sono impegnati a realizzare un sistema di valutazione, che funziona come le stelle per gli alberghi, per confrontare i consumi dei caricabatterie.
Samsung e LG hanno deciso però di fare di più per l’ambiente e hanno recentemente presentato due nuovi modelli di cellulari alimentati da mini pannelli fotovoltaici.
Samsung Blue Earth è un telefono realizzato in plastica riciclata , privo di sostanze nocive e dotat di software con funzioni di risparmio energetico.
La funzione “Eco-Walk” misura quanti passi si fanno nella giornata e quanta CO2 viene risparmiata all’atmosfera camminando invece che utilizzando i mezzi di trasporto.
Il software inoltre calcola quanti alberi si sono salvati grazie alla ricarica solare. Blue Earth è un telefono touch screen dal design di un sasso piatto e ha un caricatore con efficienza energetica a 5 stelle. Di LG si sa solo, per il momento, che il nuovo modello sarà in plastica riciclata e che i pannelli solari integrati permetteranno un’autonomia di tre minuti di conversazione ogni dieci minuti di esposizione al sole. Per Samsung lo stesso dato è pari a mezz’ora di conversazione per ogni ora di ricarica.
Unisce rispetto per l’ambiente e solidarietà la proposta della cinese Zte. Il suo cellulare, Coral 200 Solar, si ricarica grazie a piccoli pannelli solari, ma sarà destinato solo ai Paesi in via di sviluppo e proposto al prezzo di 32 euro.


Guardi il sole e “ti ricarichi”
Si chiamano SIG, Self-Energy Converting Sunglasses, e sono gli occhiali fotovoltaici per alimetare i lettori MP3, oltre che per proteggere gli occhi da sole.
Le lenti sono rivestite con un colorante organico che converte la luce in elettricità, poi immagazzinata nel telaio.
Hanno un solo difetto: l’efficienza delle celle solari dipende da quanto tempo si passa a fissare il sole. Forse è per questo che si tratta, al momento, soltanto di prototipi.


Lo zainetto “energetico”
Caricare cellulari, iPod, fotocamere e palmari quando si è fuori casa?
Basta un impianto fotovoltaico pret-a-porter che Voltaic installa sugli zaini che catturano l’energia del sole e la convertono in elettricità. Leggeri e impermeabili, generano 4 watt di potenza e sono dotati di undici riduttori con attacchi standard per le più comuni apparecchiature. Disponibili a partire da 185 euro per il modello Light da dieci chili.

venerdì 10 aprile 2009

GUIDA AL COMPOST DOMESTICO (2): fertilizzante e biogas

Il compost maturo si presenta di colore scuro, della consistenza del terriccio, ha profumo intenso ed è morbido al tatto. I tempi di maturazione variano a seconda della quantità di materiale accumulato. Possiamo individuare tre fasi:
- la fermentazione: grazie al processo di attività dei batteri, si avverte un innalzamento della temperatura, che nei primi giorni arriverà fino a 40/45°C, per poi innalzarsi ulteriormente fino a 50/60°C. L’aumento della temperatura è sintomo di corretto funzionamento del processo; ciò favorisce l’igienizzazione del rifiuto organico. In questa fase l’ossigeno gioca un ruolo fondamentale ed è, quindi, necessario rivoltare il cumulo con regolarità.
- la maturazione: trascorsi i primi 30-60 giorni dal collocamento dei rifiuti, la temperatura scenderà al di sotto dei 40°C; in questa fase intervengono i funghi in grado di decomporre le componenti più resistenti dei rifiuti. Questo è il periodo più lungo dell’intero processo e può protrarsi per 6/8 mesi.
- la decomposizione: durante la maturazione il compost viene aggredito da microrganismi del suolo come acari, lombrichi, ecc. che sminuzzano i residui e gli impasti, concludendo la decomposizione. Sono da evitare o comunque da limitare notevolmente gli scarti di origine animale, che hanno tempi più lunghi per compostare e danno luogo più facilmente a marcescenze.
Una volta ottenuto il compost esso va usato come un vero e proprio concime e messo intorno alle nostre piantine. Si tratta di un fertilizzante ecocompatibile, di cui facevano largo uso gli antichi (i quali aggiungevano anche una buona dose di letame), che darà sin da subito i suoi risultati.
Il compost però non è solo fertilizzante, ma anche fonte di energia (leggi qui).
Il processo di compostaggio, infatti, in cui agiscono i microrganismi della terra, gli insetti e l’aria si svolge a temperature molto alte, circa 60°C (se per curiosità inserite la mano nell’apertura inferiore della compostiera ne avvertirete subito il calore). Il processo genera biogas che può a sua volta generare energia elettrica. Numerosi sono gli esempi di utilizzo di questa fonte: aziende agricole in Veneto hanno realizzato 20 impianti a biogas, per un totale di 23 milioni di tonnellate all’anno di biomassa che producono quasi 45 milioni di metri cubi di biogas e una potenzialità degli impianti che supera i 15,5 MegaWatt elettrici. Aziende come Acea producono biogas e compost di qualità che viene acquistato da agricoltori e non solo.
I rifiuti umidi, insomma, possano diventare anche una fonte di reddito. Secondo gli esperti, affinché questo tipo di bioenergia sia ampiamente utilizzato sono necessari investimenti e leggi che consentano una semplificazione burocratica che permetta un più facile accesso a questa energia alternativa detta anche “Energia pulita”.
Post correlato: http://viverecologico.blogspot.com/2009/04/guida-al-compost-domestico.html

GUIDA AL COMPOST DOMESTICO (1)

In questo post vi mostreremo come ottenere un buon compost direttamente a casa vostra in modo semplice e sicuro. Prima di tutto è necessario essere dotati di un piccolo giardino o orto, in quanto il processo di compostaggio avviene grazie al contatto con la terra e gli insetti e i microrganismi che la abitano.

1. Il primo passaggio consiste nello scegliere il tipo di compostiera da adottare:


















· Cumulo: senza alcuna struttura in modo semplice e spartano accumulate i rifiuti sul terreno;
· La compostiera fai da te: nonostante siano reperibili in commercio compostiere efficienti, c'è chi preferisce realizzarla con le proprie mani, per risparmiare. Si può ottenere con quattro paletti che delimitano l’area intorno ai quali stendere una rete. Oppure costruendo una piccola cassa di legno (aperta sotto!!!) con le assi separate tra loro per permettere una buona aerazione. Il compostaggio, infatti, è un processo assolutamente aerobico.
· Compostiere commerciali: iniziano ad essere presenti sul mercato diversi modelli di compostiere (o "composter"), il cui prezzo mediamente si aggira sulle 75-100 Euro. Sono in plastica riciclata, le forme possono essere cilindriche, esagonali o quadrate, c'è possibilità di scegliere tra modelli con differenti capacità. In tutte le compostiere in commercio è previsto un coperchio superiore, rimovibile per il riempimento ed il rivoltamento del materiale, e un'apertura inferiore per l'estrazione del compost maturo.

2. Successivamente possiamo iniziare a costruire il letto del compost. E’ preferibile realizzarlo con materiale secco: rametti, legni, fogliame. I rametti, disposti in modo incrociato, consentono in passaggio dell’aria fondamentale per evitare cattivi odori e marcescenze.

3. Dopo aver costruito il letto, dobbiamo procedere per strati alternando materiale umido e materiale secco onde evitare che l’umido sia eccessivo e, comprimendosi, generi cattivo odore. Per quanto riguarda il materiale secco sono ottimi gli scarti di giardinaggio, ma anche cartone e carta (senza esagerare però!).

4. Rivoltare il compost una volta al giorno è un'ottima abitudine, ma farlo ogni settimana darà comunque un ottimo risultato.


sabato 4 aprile 2009

“LA FILOSOFIA DELLE 4R” – Rifiuti come Risorsa

Quattro regole semplici, ma fondamentali, per rendere i RIFIUTI solidi urbani una RISORSA:
Riduzione dei rifiuti, Riutilizzo dei materiali, Riciclaggio della materia e Recupero.
Del resto, la salvaguardia dell’ambiente passa anche per la riduzione delle migliaia di tonnellate di rifiuti che produciamo ogni giorno con le nostre scelte d’acquisto e le nostre scelte di riciclo.

Partiamo dal RICICLAGGIO. Si tratta del processo di trasformazione dei rifiuti in materiali riutilizzabili, sicuramente l’alternativa più efficace alle discariche e agli inceneritori, costosi e inadeguati, che spesso hanno un fortissimo impatto ambientale.
Perché esso si realizzi è necessario un sistema di raccolta differenziata che consiste nel suddividere a monte i vari tipi di rifiuti in modo da poter recuperare più facilmente le risorse e risparmiare energia. È, infatti, molto più semplice ottenere un prodotto dalla fase di riciclo che dalla materia prima, così come avviene per il vetro (è più facile ricavare vetro dalle bottiglie che dalla sabbia!!). Siamo abituati a parlare di carta riciclata, che vediamo anche in commercio, di riciclo della plastica o dell’alluminio; però siamo molto meno coscienti della ricchezza che nasconde la cosiddetta “frazione umida”.
L’umido è la parte dei rifiuti costituita da scarti di cucina (fondi di caffè, resti di frutta e verdura) o di giardinaggio ed ha una grande potenzialità: può trasformarsi in compost.
Il compost è un fertilizzante naturale che all’aspetto si presenta morbido e profumato, della stessa consistenza della terra, ma di colore più intenso. Esso nasce da un processo del tutto naturale e, oltre ad essere utilissimo per rendere rigogliosi giardini e orti, è un’importante fonte di energia.
Ottenere un compost domestico è possibile: è necessario solo un piccolo giardino/orto e un po’ di pazienza, in cambio si otterranno due tipi di risparmio:
1. La riduzione della frazione umida senza bisogno di acquistare i famosissimi dissipatori!
2. Un fertilizzante naturale, dunque biologico, senza alcuna spesa.

domenica 29 marzo 2009

Lavastoviglie: manutenzione e dosi non eccessive

- Usate il programma intensivo solo se piatti e stoviglie sono particolarmente sporchi.
- Per quanto riguarda il detersivo, rispettate le dosi raccomandate, senza esagerare.
- Utilizzate l’apparecchio solo a pieno carico, anche perché il consumo è lo stesso qualunque sia il carico.
- Effettuate una regolare manutenzione, pulendo il filtro e usando il sale per prevenire la formazione del calcare.

Lavatrice: occhio a temperature e sprechi

- Selezionate la temperatura corretta. Lavare a 90°C, che presuppone un maggiore consumo di elettricità e di acqua, può essere utile solo in rarissimi casi (ad esempio per disinfettare). In tutti gli altri casi, le temperature ideali vanno da 40 a 60°C: si risparmia e i risultati sono gli stessi.
- Fate lavaggi a pieno carico. I programmi “a mezzo carico” o “economici” danno consumi parzialmente ridotti, ma non significativi.
- La manutenzione è fondamentale. Pulire regolarmente il filtro e solo se l’acqua di casa vostra è particolarmente dura (superiore ai 30°F, informatevi all’acquedotto), vi conviene utilizzare prodotti anticalcare.

Frigo: attenzione a temperatura e polvere

- Tenete l’apparecchio nella parte più fredda della cucina, lontano da fonti di calore.
- Lasciate almeno 10 cm di spazio tra la parte posteriore del frigorifero e il muro e, nel caso di apparecchio ad incasso, assicuratevi che vi sia abbastanza spazio per un’adeguata ventilazione.
- Regolate il termostato a seconda della stagione, seguendo le istruzioni del produttore. Non abbassate troppo la temperatura perché non giova quasi per nulla sulla conservazione dei cibi freschi, mentre produce un aumento dei consumi di energia di circa il 10-15%.
- Disponete correttamente il cibo all’interno, tenendo presente che la parte più fredda è quella in basso, appena sopra al cassetto riservato a frutta e verdura. Non mettete mai nel frigo cibi caldi. - Quando inserite o prendete alimenti, lasciate aperta la porta per il minor tempo possibile.
- Sbrinate l’apparecchio quando lo strato di ghiaccio supera i 5 mm di spessore e pulite da polvere la serpentina nella parte posteriore del frigorifero.
 
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